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DOMANDE E RISPOSTE PIÙ FREQUENTI

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Gentile sig.ra, lei pone una domanda precisa: l'allattamento al seno crea problemi alla tiroide?

 La risposta è negativa: l'allattamento al seno di per se stesso non crea problemi alla tiroide.

Cordali saluti

Luca Deiana

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Buonasera, dagli esami inviati si evince che il valore è superiore alla norma ma per avere un quadro ormonale completo e quindi valutare l'adeguatezza della terapia è necessario il dosaggio del TSH. Il valore elevato potrebbe dipendere da un sovradosaggio, dall'assunzione della terapia prima di eseguire il prelievo o raramente essere un errore di laboratorio. Nel primo caso la sintomatologia potrebbe essere correlata alla terapia. Andrebbero indagati inoltre altri sintomi correlati al sovradosaggio quali tachicardia, insonnia, decremento ponderale ecc. Se non eseguito ripeta TSH ed FT4  e si rivolga al suo endocrinologo per la valutazione di eventuali modifiche terapeutiche.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

il quadro che riferisce deve essere interpretato nel contesto di una visita endocrinologica ambulatoriale. E' necessario innanzitutto valutare le unità di misura dei numeri da lei riportati e i limiti di riferimento del laboratorio.

Se i livelli di fT4 risultano effettivamente superiori al range di normalità, devono essere esclusi possibili fattori interferenti (es: produzione di anticorpi che interferiscono con il metodo di dosaggio, farmaci e/o integratori che possono alterare gli esami).

E' importante poi la correlazione con il suo quadro clinico (es: storia familiare, malattie in atto o pregresse, sintomi o segni di tireopatie) per valutare la necessità di eseguire eventuali ulteriori approfondimenti che aiutino a chiarire il quadro (es: ecografia tiroidea, dosaggio di funzionalità tiroidea completa e autoimmunità, dosaggio di proteine di trasporto e/o di T3 e T4 totali).

L'endocrinologo durante la visita sarà in grado di interpretare gli esami all'interno del suo specifico quadro clinico e di fornirle le indicazioni più adeguate.

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Perchè lo iodio possa "entrare" nel nostro organismo e svolgere il proprio ruolo, deve essere introdotto con l'alimentazione.

Le radiazioni solari fanno evaporare lo iodio dal mare, le piogge lo depositano nel suolo e attraverso i vegetali e la carne animale lo introduciamo nel nostro organismo.

Se è vero che in prossimità del mare l'aria è ricca di iodio e che con l'inspirazione introduciamo lo stesso nei nostri polmoni, è altrettanto vero che con l'espirazione lo eliminiamo completamente: non c'è alcun passaggio dello iodio all'interno del sangue.

Ecco perchè chi soffre d'asma o BPCO beneficia dell'aria marina.

Cordiali saluti

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Buongiorno, per escludere che il disturbo da lei riferito possa dipendere da una disfunzione tiroidea è necessario controllare la funzionalità della ghiandola mediante dosaggio di TSH ed FT4.

In caso di normalità degli ormoni tiroidei si esclude che il problema sia collegato a una disfunzione tiroidea.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Il peso corporeo, può essere paragonato al saldo del conto in banca. E' infatti il risultato di due variabili che non devono e non possono essere considerate singolarmente: quante calorie introduciamo (quanto denaro si deposita) e quante calorie consumiamo (quanti soldi vengono prelevati e spesi).

Posso per esempio esser convinto di introdurre con l'alimentazione molte calorie (deposito nel mio conto molto contante) e di fare poca attività fisica (spendo poco), ma se perdo peso (il saldo va in rosso) vuol dire che le calorie consumate (le spese) sono superiori a quelle introdotte (guadagno). Discorso opposto quando la bilancia segna l'aumento dei kilogrammi!

Dunque il principale determinante del peso è il nostro stile di vita. Vi sono della patologie che possono alterare uno o entrambi questi aspetti e favorire l'ingrassamento, ma NON determinarlo.

Facciamo un esempio pratico con l'ipotiroidismo. Quando la tiroide funziona poco, si ha una riduzione del dispendio energetico perché il paziente dorme di più, fa meno attività fisica, suda di meno, è bradicardico etc etc. Rispetto ad un soggetto sano, un ipotiroideo, a parità di calorie introdotte , consumandone di meno, tenderà a prender peso più facilmente. Va detto però che l'ipotiroideo ha scarso appetito e dunque in realtà l'aumento di peso si autolimita e si aggira intorno a pochi chilogrammi: non è dunque in grado di per se stesso di determinare vera obesità.

Tra l'altro il deficit di funzione tiroidea è facilmente correggibile con l'ormone tiroideo (presente in commercio come soluzione orale, capsule molli e compresse): non essendo più ipotiroideo il paziente avrà un metabolismo come prima di ammalarsi.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

E’ necessario controllare la funzionalità tiroidea in programmazione di gravidanza, durante le prime settimane di gestazione e in seguito periodicamente secondo le indicazioni dello specialista endocrinologo. Verrà valutato ad ogni controllo l’inizio, se necessario, della terapia ormonale.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Prima dell’esame, lo specialista endocrinologo valuterà su quali noduli eseguire l’esame, sulla base principalmente delle caratteristiche ecografiche, delle dimensioni dei diversi noduli tiroidei e della loro eventuale variazione volumetrica nel tempo.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

La difficoltà a perdere peso può avere diverse cause. Solo in una piccolissima percentuale di pazienti la causa è una riduzione della funzione tiroidea (ipotiroidismo). In caso di normalità degli ormoni tiroidei si esclude che problema del peso possa dipendere da una disfunzione tiroidea.

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO