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DOMANDE E RISPOSTE PIÙ FREQUENTI

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Buongiorno,

se il valore di TSH è nella norma non può trattarsi di ipotiroidismo primario, la forma di gran lunga più diffusa e frequente di ipotiroidismo. Controlli tuttavia per scrupolo anche fT3 e fT4, in modo da escludere forme molto più rare. Per inquadrare il resto dei sintomi che riferisce è necessario che effettui una visita ambulatoriale.

Cordiali Saluti,

Dr.ssa Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

non è chiaro cosa intende con "nuova formulazione", non capisco a quale farmaco si riferisce (se dice di soffrire di IPERtiroidismo immagino non stia assumendo L-tiroxina). In ogni caso se il valore che definisce "alto inaspettato" è quello del TSH, è necessario che si rivolga al suo endocrinologo in tempi brevi, per valutare come modificare la terapia. Un valore di TSH alterato richiede sempre una valutazione endocrinologica specialistica, specialmente se sono in corso delle terapie specifiche.

Cordiali Saluti,

Dr.ssa Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

può tranquillamente fare il vaccino, non ci sono controindicazioni endocrinologiche in relazione a quanto riferisce. Le consiglio poi con calma di eseguire un'ecografia della tiroide, oltre agli esami del sangue.

Cordiali Saluti,

Dr.ssa Francesca Perticone

 

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno, non vi sono integratori/vitamine specifiche per i pazienti ipotiroidei. L'unica accortezza non assumerli contemporaneamente alla terapia sostitutiva con tiroxina, meglio assumerli nel pomeriggio per evitare possibili interferenze.

Cordiali saluti

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

verosimilmente da quello che riferisce si tratta di noduli della tiroide. Per una valutazione sulla natura dei noduli e sull'eventuale indicazione a ulteriori accertamenti è necessario che si rivolga a un Endocrinologo, portando in visione l'esito dell'ecografia. Prima della visita può essere utile un prelievo per TSH, fT3 e fT4.

Cordiali Saluti,

Dr. Francesca Perticone

 

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Sì, può assumerlo. Se è in terapia con farmaci per la tiroide (es: L-tiroxina in compresse), lo assuma però a distanza di almeno due ore.

Cordiali Saluti,

Dr. Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

non vi sono effetti sulla funzionalità tiroidea legati alla sospensione della terapia estroprogestinica (cioè della pillola). Tuttavia gli esami che ha riportato meritano una valutazione endocrinologica specialistica. Vi è un lieve rialzo del TSH, che richiede un approfondimento (ricerca di anticorpi anti-tiroide, eventuale ecografia tiroidea). Anche i restanti esami ormonali (lieve rialzo delle gonadotropine) devono essere valutati da un endocrinologo e inquadrati nel suo specifico caso, visti anche i sintomi da lei riferiti e l'assenza di mestruazioni.

Cordiali Saluti,

Dr. Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

dopo il parto è importante ricontrollare gli esami di funzionalità tiroidea (TSH, fT3, fT4) ed effettuare un controllo endocrinologico. Il dosaggio necessario di L-tiroxina cambia infatti molto dalla gravidanza al post-partum e deve tenere conto di diversi fattori, quali allattamento, eventuali variazioni del peso corporeo, eventuale desiderio di ulteriori gravidanze, eventuale comparsa di una tiroidite post-partum. E' possibile che alcuni dei sintomi che lei riferisce siano legati all'ipotiroidismo. Le consiglio di eseguire in tempi brevi un prelievo di controllo per la funzionalità tiroidea e una visita endocrinologica.

Cordiali Saluti,

Dr. Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

lo iodio radioattivo può essere somministrato dopo l'intervento chirurgico con dosi e modalità diverse a seconda della finalità. In alcuni casi lo scopo è quello di "ablare" il tessuto tiroideo residuo, cioè distruggere le cellule tiroidee sane eventualmente rimaste dopo l'intervento, ai fini di ridurre il rischio che il tumore si ripresenti. Questo genere di terapia viene tendenzialmente indicato se il rischio di recidiva del tumore è intermedio/alto. Il calcolo del rischio viene effettuato dopo l'intervento chirurgico, sulla base della sua storia clinica e dell'esito dell'esame istologico.

Per esempio per tumori di piccole dimensioni, che non coinvolgono i linfonodi e non si estendono oltre la capsula tiroidea, il rischio di recidiva è considerato basso e l'ablazione del residuo con radio-iodio non viene generalmente indicata. Al contrario in presenza di tumori di grandi dimensioni, oppure se sono coinvolti i linfonodi del collo, o ancora in caso di estensione del tumore nei tessuti circostanti, anche se l'intervento è stato radicale la terapia può comunque essere indicata.

Più raramente invece lo scopo è quello di trattare una malattia persistente e/o metastatica. In questi casi, se l'intervento non riesce ad essere radicale, la terapia con iodio radioattivo ha la finalità terapeutica di "distruggere" cellule tumorali. La decisione viene effettuata generalmente da parte di un'equipe multi-disciplinare che comprende chirurgo, endocrinologo e medico-nucleare.

A seconda dell'esito dell'esame istologico, i colleghi che la seguono valuteranno se è indicata nel suo caso la terapia con radio-iodio e le forniranno tutte le indicazioni del caso. 

Cordiali Saluti,

Dr. Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

la presenza di un nodulo tiroideo, benché voluminoso, non è necessariamente da correlare a un tumore della tiroide. I noduli della tiroide sono infatti un riscontro molto frequente nella popolazione generale, solo una piccola parte di essi è di natura maligna.

Per capire la natura del nodulo di suo marito è indispensabile eseguire un'ecografia tiroidea (possibilmente in un centro di riferimento) con eventuale agoaspirato (un prelievo di cellule a livello del nodulo per l'analisi al microscopio), se il medico che esegue l'esame lo riterrà opportuno. Ci sono criteri ecografici che consentono di definire il rischio di malignità del nodulo. Con l'eventuale agoaspirato si ha poi la conferma della natura, nella maggior parte dei casi. Si rivolga a un centro con esperienza in patologia tiroidea.

Cordiali Saluti,

Dr. Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

l'esame che riferisce indica un compenso non ottimale della funzionalità tiroidea. Le cause possono essere molteplici: un incremento di peso nell'ultimo periodo che rende necessario un aumento del dosaggio della L-tiroxina, l'assunzione di farmaci che interferiscono con l'assorbimento della terapia, modalità non corrette di assunzione della terapia, o ancora un peggioramento della tiroidite (nel caso sia questa la causa del suo ipotiroidismo) che porta alla necessità di incrementare il dosaggio.

E' necessario che si rivolga a un Endocrinologo per valutare le possibili cause e incrementare eventualmente il dosaggio della terapia, sulla base del suo peso, della sua età e delle sue condizioni generali di salute.

Cordiali Saluti,

Dr. Francesca Perticone

 

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Gli esami che ha riportato dipendono da un ipotiroidismo primitivo subclinico (TSH elevato, FT4 sui valori della norma). In casi come questo (valori di TSH superiori a 10 mcU/ml) si opta per la terapia sostitutiva con ormone tiroideo. Corretto procedere con la visita specialistica e con l'ecografia.

Cordiali saluti Luca Deiana

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Cara sig.ra penso abbia agito correttamente. L'ecografia del collo è il miglior esame che si possa eseguire per chiarire l'origine di un eventuale "gonfiore" del collo.

Cordiali saluti Luca Deiana

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Gentile sig.ra alla sua età, valori di TSH fino a 7.5-10 mcU/ml possono essere considerati assolutamente buoni. Lei ha un TSH di 4.4 mcU/ml e dunque (sulla base dei dati da lei comunicati) ben ha fatto il curante a non dare alcuna terapia. Ovviamente la mia risposta si riferisce esclusivamente al problema tiroideo (non conoscendo la sua situazione di salute complessiva). Potrebbe essere utile fare una ecografia tiroidea e annualmente ripetere il TSH. Se le dovessero permanere delle perplessità può comunque con calma prenotare una consulenza endocrinologica. 

Cordiali saluti Luca Deiana

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Buongiorno,

il quadro che descrive è compatibile con uno struma (o gozzo) multinodulare della tiroide con tendenza all'iperfunzione. In questi casi le opzioni terapeutiche sono molteplici, a seconda di diversi fattori, quali ad esempio l'età della mamma, la presenza di eventuali malattie concomitanti e il quadro ecografico.

In alcuni casi, soprattutto in pazienti anziani con diverse patologie, se il gozzo non causa sintomi compressivi e non vi sono segni di compressione a livello delle vie aeree, è possibile impostare unicamente una terapia farmacologica per controllare l'iperfunzione tiroidea.

Se al contrario la mamma è in buone condizioni generali e/o vi sono noduli con caratteristiche ecografiche sospette, o ancora se si tratta di un gozzo di notevoli dimensioni che comprime le vie aree, può essere indicato l'intervento chirurgico di asportazione della tiroide.

In altri casi, infine, si può decidere di controllare l'iperfunzione tiroidea con la somministrazione di iodio radioattivo (che ha tuttavia poco effetto sul volume del gozzo), previa valutazione da parte di un Medico Nucleare.

Le consiglio di discutere il quadro con un Endocrinologo esperto in patologia tiroidea.

Cordiali Saluti,

Dr.ssa Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

il rialzo del TSH nel suo caso è molto lieve. Sulla base della sua età e del quadro clinico (presenza di sintomi, malattie concomitanti, desiderio di gravidanza, familiarità per patologie della tiroide e/o autoimmuni) il suo medico può decidere se indicarle unicamente un controllo nel tempo o se al contrario richiedere esami di approfondimento (dosaggio di anticorpi anti-tireoglobulina e anti-perossidasi, ecografia tiroidea) per valutare l'eventuale presenza di una tiroidite autoimmune.

Cordiali Saluti,

Dr.ssa Francesca Perticone 

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

se la funzione tiroidea è sempre stata nella norma è difficile che il quadro di tiroidite subacuta possa dare alterazioni del ciclo mestruale. La tiroidite subacuta ha tuttavia una durata e un'entità di manifestazioni diverse nei singoli pazienti. In alcuni casi si può manifestare un ipotiroidismo a distanza di settimane o mesi dall'evento iniziale, disfunzione che potrebbe indurre disturbi del ciclo mestruale. E' bene pertanto parlarne con il proprio endocrinologo e valutare con lo specialista altre eventuali cause del quadro.

Cordiali Saluti,

Dr.ssa Francesca Perticone

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Gentile sig.ra in letteratura medica vi sono varie pubblicazioni che segnalano come l'assunzione di Selenio e/o myo-inositolo (dunque possono essere assunti contemporaneamente) possa avere degli effetti benefici nei pazienti con PCOS. Negli studi che ho letto, l'assunzione del Selenio era continuativa (ogni giorno) così come quella del myo-inositolo (va detto che il periodo di osservazione non era molto lungo e variava da alcune settimane a mesi). Esistono in commercio vari prodotti con diverse concentrazioni dei due componenti. Poiché la concentrazione di entrambi può variare da farmaco a farmaco, per sapere quanto assumerne attenersi alla posologia che trova riportata nel foglio delle istruzioni. Le consiglio comunque di parlarne di persona con il suo Endocrinologo e/o Ginecologo di fiducia.

 

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Gentile sig.ra la tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune e in chi ha una patologia autoimmune è più facile che si possano associare altri disturbi autoimmuni. Se ha dolori alle articolazioni dei piedi e delle mani le consiglio di consultare un Reumatologo. Personalmente non concordo con l'assunzione della tiroide essiccata, in luogo della L-tiroxina, nella terapia dell’ipotiroidismo.

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Buongiorno signora,il valore del suo TSH è superiore a quello previsto in base al trimestre ma gli ormoni tiroidei rientrano nella norma, in particolar modo è importante il valore di FT4. Se era già noto l'ipotiroidismo ed è già in terapia sostitutiva, in linea generale, va solitamente incrementata di circa il 20-25%. Se è il primo riscontro ripeta subito TSH FT3 FT4, AAT e ATPO (il prelievo penso risalga già a 2-3 settimane addietro) e contatti il suo endocrinologo di riferimento per l'inizio della terapia.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Il Test di Liddle determina la concentrazione di Cortisolo e ACTH prima e dopo la somministrazione di 1 cp di desametasone da 0.5 mg ogni 6 ore per 48 ore.

Il protocollo classico (eseguito in regime di ricovero ospedaliero) prevedeva un prelievo per Cortisolo e ACTH prima e dopo la somministrazione del desametasone (1 cpr da 0,5 mg) secondo i seguenti orari: primo giorno: assunzione desametasone ore 6, 12, 18, 24; secondo giorno: ore 6, 12, 18, 24; terzo giorno: prelievo ore 6. 

Fare il test non da ricoverato deve tenere conto dell'orario di apertura del laboratorio analisi. Se nel suo caso il laboratorio analisi è già operativo alle 06.00 può seguire lo schema sopra riportato, altrimenti posticipa l'assunzione del desametasone in maniera tale da far coincidere il prelievo con gli orari del laboratorio.

Le faccio un esempio pratico

Facciamo finta che lei deve eseguire il test a partire da Lunedì e che il laboratorio apra alle 09.00. Lunedì, digiuno dalle 24.00 della Domenica, farà il prelievo per cortisolo e ACTH (si avrà così un basale) alle 09.00. Alle 09.00, 15.00. 21,00 assumerà una compressa di desametasone da 0,5 mg.

Martedì alle 03.00, 09.00, 15.00 e 21.00 assumerà 1 cpr di desametasone da 0,5 mg

Mercoledì assumerà 1 cpr di desametasone sempre da 0,5 mg alle ore 03.00. Alle 09.00 farà il prelievo per Cortisolo e ACTH (6 ore dopo l'assunzione dell'ultima compressa di desametasone).

Cordiali saluti Luca Deiana

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Gentile sig.ra, lei pone una domanda precisa: l'allattamento al seno crea problemi alla tiroide?

 La risposta è negativa: l'allattamento al seno di per se stesso non crea problemi alla tiroide.

Cordali saluti

Luca Deiana

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Buonasera, dagli esami inviati si evince che il valore è superiore alla norma ma per avere un quadro ormonale completo e quindi valutare l'adeguatezza della terapia è necessario il dosaggio del TSH. Il valore elevato potrebbe dipendere da un sovradosaggio, dall'assunzione della terapia prima di eseguire il prelievo o raramente essere un errore di laboratorio. Nel primo caso la sintomatologia potrebbe essere correlata alla terapia. Andrebbero indagati inoltre altri sintomi correlati al sovradosaggio quali tachicardia, insonnia, decremento ponderale ecc. Se non eseguito ripeta TSH ed FT4  e si rivolga al suo endocrinologo per la valutazione di eventuali modifiche terapeutiche.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Buongiorno,

il quadro che riferisce deve essere interpretato nel contesto di una visita endocrinologica ambulatoriale. E' necessario innanzitutto valutare le unità di misura dei numeri da lei riportati e i limiti di riferimento del laboratorio.

Se i livelli di fT4 risultano effettivamente superiori al range di normalità, devono essere esclusi possibili fattori interferenti (es: produzione di anticorpi che interferiscono con il metodo di dosaggio, farmaci e/o integratori che possono alterare gli esami).

E' importante poi la correlazione con il suo quadro clinico (es: storia familiare, malattie in atto o pregresse, sintomi o segni di tireopatie) per valutare la necessità di eseguire eventuali ulteriori approfondimenti che aiutino a chiarire il quadro (es: ecografia tiroidea, dosaggio di funzionalità tiroidea completa e autoimmunità, dosaggio di proteine di trasporto e/o di T3 e T4 totali).

L'endocrinologo durante la visita sarà in grado di interpretare gli esami all'interno del suo specifico quadro clinico e di fornirle le indicazioni più adeguate.

Dott.ssa Francesca Perticone
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Perchè lo iodio possa "entrare" nel nostro organismo e svolgere il proprio ruolo, deve essere introdotto con l'alimentazione.

Le radiazioni solari fanno evaporare lo iodio dal mare, le piogge lo depositano nel suolo e attraverso i vegetali e la carne animale lo introduciamo nel nostro organismo.

Se è vero che in prossimità del mare l'aria è ricca di iodio e che con l'inspirazione introduciamo lo stesso nei nostri polmoni, è altrettanto vero che con l'espirazione lo eliminiamo completamente: non c'è alcun passaggio dello iodio all'interno del sangue.

Ecco perchè chi soffre d'asma o BPCO beneficia dell'aria marina.

Cordiali saluti

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO

Buongiorno, per escludere che il disturbo da lei riferito possa dipendere da una disfunzione tiroidea è necessario controllare la funzionalità della ghiandola mediante dosaggio di TSH ed FT4.

In caso di normalità degli ormoni tiroidei si esclude che il problema sia collegato a una disfunzione tiroidea.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Il peso corporeo, può essere paragonato al saldo del conto in banca. E' infatti il risultato di due variabili che non devono e non possono essere considerate singolarmente: quante calorie introduciamo (quanto denaro si deposita) e quante calorie consumiamo (quanti soldi vengono prelevati e spesi).

Posso per esempio esser convinto di introdurre con l'alimentazione molte calorie (deposito nel mio conto molto contante) e di fare poca attività fisica (spendo poco), ma se perdo peso (il saldo va in rosso) vuol dire che le calorie consumate (le spese) sono superiori a quelle introdotte (guadagno). Discorso opposto quando la bilancia segna l'aumento dei kilogrammi!

Dunque il principale determinante del peso è il nostro stile di vita. Vi sono della patologie che possono alterare uno o entrambi questi aspetti e favorire l'ingrassamento, ma NON determinarlo.

Facciamo un esempio pratico con l'ipotiroidismo. Quando la tiroide funziona poco, si ha una riduzione del dispendio energetico perché il paziente dorme di più, fa meno attività fisica, suda di meno, è bradicardico etc etc. Rispetto ad un soggetto sano, un ipotiroideo, a parità di calorie introdotte , consumandone di meno, tenderà a prender peso più facilmente. Va detto però che l'ipotiroideo ha scarso appetito e dunque in realtà l'aumento di peso si autolimita e si aggira intorno a pochi chilogrammi: non è dunque in grado di per se stesso di determinare vera obesità.

Tra l'altro il deficit di funzione tiroidea è facilmente correggibile con l'ormone tiroideo (presente in commercio come soluzione orale, capsule molli e compresse): non essendo più ipotiroideo il paziente avrà un metabolismo come prima di ammalarsi.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

E’ necessario controllare la funzionalità tiroidea in programmazione di gravidanza, durante le prime settimane di gestazione e in seguito periodicamente secondo le indicazioni dello specialista endocrinologo. Verrà valutato ad ogni controllo l’inizio, se necessario, della terapia ormonale.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

Prima dell’esame, lo specialista endocrinologo valuterà su quali noduli eseguire l’esame, sulla base principalmente delle caratteristiche ecografiche, delle dimensioni dei diversi noduli tiroidei e della loro eventuale variazione volumetrica nel tempo.

Dott.ssa Giulia Sapuppo
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL METABOLISMO

La difficoltà a perdere peso può avere diverse cause. Solo in una piccolissima percentuale di pazienti la causa è una riduzione della funzione tiroidea (ipotiroidismo). In caso di normalità degli ormoni tiroidei si esclude che problema del peso possa dipendere da una disfunzione tiroidea.

Dott. Luca Deiana
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO